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Grottino, occasioni di sviluppo

Una ricerca su Roccanova e il suo circondario nel quale si produce un pregiato   vino ad Igt “Grottino”, occasione di sviluppo
 

Elisa Miceli, giovane di Lauria,  nel dicembre 2005 si è laureata in Sociologia nell’Università degli Studi “Federico II”  di Napoli con una tesi dal titolo “La viticoltura in Basilicata: “Il 
Grottino di Roccanova” .

Di seguito si riporta uno stralcio della tesi a firma dello stesso autore.

“Il mio lavoro è stato diviso in due parti: nella prima ho ripercorso la storia del vino dall’antichità al mondo moderno, mentre nella seconda  ho riportato alcuni dati significativi sulla viticoltura nel mondo e nei paesi che costituiscono l’Unione Europea. Ho analizzato, quindi, la viticoltura in Italia e nello specifico nella Regione Basilicata, individuando le aree vinicole presenti. Mi sono poi soffermata sull’ area di ricerca da me prescelta: il paese di Roccanova e il suo circondario, nel quale si produce un vino I.G.T: “Grottino di Roccanova”. Ho spiegato il nuovo progetto con cui la Regione Basilicata con la legge n. 7 del 2000 disciplina la creazione della “Strada del vino”, dell’olio e dei prodotti tipici agroalimentari.  Ho quindi presentato i dati frutto di una ricerca sul campo lunga e abbastanza faticosa; ricerca condotta nel paese di Roccanova, intervistando imprenditori, produttori a livello locale e produttori a livello familiare, su ciò che attiene la viticoltura e a ciò che la circonda. Le interviste sono state analizzate al fine di far emergere le differenti tipologie di produzione e di vendita e con queste il modo di pensare delle differenti generazioni.

Due argomenti, a mio avviso fondamentali sono emersi dal presente lavoro: da un lato le problematiche collegate alle politiche comunitarie,  dall’altro le prospettive di sviluppo di Roccanova.

Nei maggiori paesi produttori il consumo di vino si è ridotto sensibilmente e questo ha determinato gravi eccedenze produttive e oneri finanziari da parte della Ue per gli interventi di distillazione e per gli incentivi agli agricoltori che abbandonano le superfici vitate; inoltre è stato istituito il divieto di nuovi impianti, rinnovato periodicamente e valido fino al 2010.Le nuove viticolture, specie quelle dell’emisfero meridionale, stanno emergendo in maniera preoccupante per la nostra economia, poiché sono collocate in territori ottimi per la viticoltura e sono gestite da grandi imprese, aggiornate tecnicamente e agguerrite nella commercializzazione dei vini; vini che in genere utilizzano i vitigni europei di maggior pregio e presentano  qualità soddisfacente e prezzi concorrenziali. Una delle critiche che viene mossa dagli esperti del settore alla politica comunitaria è che l’ Unione continua a mantenere e ad appesantire i vincoli normativi, ad esempio incentivando la contrazione delle superfici vitate e non promuove il rinnovamento, in questo modo strategicamente avvantaggia le viticolture extra comunitarie. Per quanto riguarda il progetto vigente a Roccanova sulla “Strada del vino”, voglio sottolineare che l’impatto sociale ed economico della stessa,  sulle aziende agricole dell’area può essere molto forte poiché, se il percorso è stabilito con successo, i suoi effetti sull’attività agricola possono essere doppi.

I turisti che seguono una strada del vino hanno l’opportunità di visitare le aziende di vinificazione, di degustare il prodotto e comprarlo. Hanno l’opportunità di restare in un alloggio del posto e, come già detto, gustare le specialità culinarie e comprare altri prodotti tipici dell’area. A Roccanova, a mio parere, ci sono alcuni elementi base che possono garantire escursioni turistiche domenicali e non solo. Con questo progetto l’area sud della Basilicata può fare sicuramente un grande passo in avanti e infatti le grandi aziende della zona stanno cercando di essere a passo con i tempi. Dalle mie interviste ho notato che un punto di debolezza è sicuramente una scarsa continuità generazionale nel settore vinicolo e ciò perché gli aiuti da parte delle politiche agricole sono pochi. Ovviamente questa situazione emerge soprattutto dai discorsi dei più anziani che, sfiduciati, non credono affatto che un domani i loro vigneti vengano coltivati dai figli, nonostante essi stessi li ereditino. 

Un punto di forza, invece, è la qualità merceologica del prodotto a cui si unisce un interesse crescente da parte degli operatori del settore a valorizzare il “Grottino di Roccanova”, magari anche attraverso forme di associazionismo, come per esempio il consorzio di tutela. Il “Grottino di Roccanova” quindi, può rappresentare un occasione di rilancio dell’economia locale e dell’occupazione nel settore agricolo con conseguenti benefici in tutti gli ambiti produttivi.

 

Elisa Miceli

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