Comune di Roccanova (PZ) » Terra dei Vini » Il vino di Roccanova tra storia e leggenda

Il vino di Roccanova tra storia e leggenda

Benvenuti a Roccanova città del vino”.

 

Cosi recita un cartello all’ingresso del paese  ad indicare la rinomata attività vitivinicola di questo piccolo paese di collina, dove produrre il nettare di Bacco è ritenuta un’arte. A dimostrazione di ciò, quasi tutte le contrade dell’agro comunale sono ricche di vigneti che permettono la coltivazione di ottime uve, atte a produrre vini eccellenti. Vi sono,inoltre, le caratteristiche grotte- cantine, uniche nel loro genere, che sono il fiore all’occhiello di questi viticoltori. Le persone più anziane, nel periodo della vendemmia,sono solite raccontare della loro infanzia e di quando i loro padri vinificavano perché lo avevano imparato dai loro padri, ed essi a loro volta dai loro avi. 
E’ questo un modo per capire che a Roccanova si é sempre vinificato. Qui la storia del vino si perde nella notte dei tempi. Essa è un’arte antica, tant’è che nell’ esecuzione di scavi archeologici, sono venute alla luce, tombe indigene del VI e IV secolo a.C. ricche di innumerevoli contenitori per il consumo e la conservazione del vino. Segno questo, che già a quei tempi si consumava molto vino e nello stesso tempo se ne produceva altrettanto; forse perché allora come adesso, il terreno ed il clima ben si prestavano a tale coltura. Nel periodo romano, Plinio il Vecchio scrisse nella sua Naturalis Historia, che non lontano da Grumentum si producevano degli ottimi e curativi vini detti Lagarini. Non lontano da Grumento, analizzando bene la zona circostante, i vini migliori si producono a Roccanova, non tanto per la bravura dei viticoltori, quanto per le condizioni pedo climatiche estremamente favorevoli. Non è azzardato quindi ipotizzare che i vini detti Lagarini  venivano prodotti da queste parti.  
Molto antica in questo paese è anche la presenza delle caratteristiche cantine; non antiche quanto il vino, ma già agli inizi del 1800, e precisamente  nel 1807, in un censimento vennero enumerate ben 104 cantine cosi distribuite: 28 nella contrada Piscicolo, 18 al Prato, 47 alla Manca e 11 alla Destra. Questo dimostra  come già esistessero prima di  tale data; difatti le più antiche risalgono al 1700. Oggi di queste cantine se ne contano circa 350. Questo caratteristico locale unico nel suo genere, che in lingua italiana viene detto cantina, nel dialetto del posto viene chiamato “a grutt”: cioè la grotta. Qui vengono mantenute inalterate le caratteristiche del vino. Le grotte sono dei veri e propri cunicoli scavati nelle “tempe” arenarie sotto il centro abitato. Qui la conservazione del vino avviene in modo perfetto grazie alla caratteristica principale di tale posto, che é quella di mantenere costante nel tempo umidità e temperatura. Oggi giorno quasi tutte le operazioni di vendemmia sono state meccanizzate e si sono arricchite delle moderne tecnologie di vinificazione. Aspetti che hanno certamente contribuito a raggiungere  quell’indicazione geografica tipica che al “rosso di Roccanova”  ha dato la denominazione di “Grottino di Roccanova” lasciando però inalterate le qualità ineguagliabili che da sempre hanno contraddistinto il vino di Roccanova.

Bisogna, comunque, ricordare che un tempo il tutto si svolgeva con la sola forza delle braccia e qualche modesto attrezzo artigianale. Il tutto si divideva in tre fasi: preparazione degli attrezzi e pulitura delle botti; raccolta delle uve e trasporto in cantina; pigiatura delle uve e conservazione del vino. Tre fasi di una intensa attività agricola descritta con minuziosi particolari dal  maestro Guido Emanuele negli articoli pubblicati  sul n. 11 del 1997 (nella grotta del vino tra fatiche e banchetti)  e n.  10 del 1998 (La pulitura delle botti) de “la Piazza”.

Comune di Roccanova 
Provincia di Potenza  - Piazza del Popolo 12 - c.a.p. 85036
- Centralino Tel. 0973.833003 - 833555 - fax 0973833048
Per E-mail e Pec  vedere sezione uffici e servizi

HTML 4.01 Valid CSS
Pagina caricata in : 0.155 secondi
Powered by Asmel